Arrivederci, amore ciao

Non so se è la fine di questo blog o solo una pausa, non so se è un addio o un arrivederci, so solo che mi piace essere autentica, sempre.

In questo post si parla di







E’ buffo come negli ultimi mesi mi trovo – fra me e me – a dare ragione a mia madre su una serie di cose, cioè a vivere alcune cose e finalmente capire il suo punto di vista, che adesso è anche il mio.

Mi ricordo una volta in giro per negozi – io avrò avuto 33, 34 anni e lei 65 o 66 – mi diceva che non le piaceva niente, che era tutto così lontano da lei, quasi incomprensibile, in quel momento mi ero sentita quasi offesa e se non mi ricordo male era nata una discussione su una sua eventuale depressione ed assenza di stimoli mascherata da altro. Adesso la capisco benissimo invece, ovviamente perché mi capita lo stesso: a parte qualche rara occasione mi sembra un mondo creato solo per 30enni e un po’ mi deprimo (brevemente), un po’ non me ne capacito.

Oppure mi ricordo di qualche anno prima, quando mi diceva che la sua casa era il suo rifugio, che desiderava passarci tantissimo tempo, si sentiva accolta e protetta e avrebbe fatto di tutto per renderla pulita, comoda e confortevole, il problema è che queste cose le diceva a una che probabilmente in casa ci passava giusto il tempo di lavarsi e di dormire e quindi proprio non capivo. Adesso la avrei capita benissimo perché mi sento esattamente così.

Ultimo e non da ultimo mi ricordo di quando lei aveva smesso di fare certe cose o di frequentare certe persone, questo atteggiamento mi aveva molto preoccupata, la sua giustificazione era semplice “il tempo è poco, voglio passarlo con persone e a fare cose che mi danno gioia il più possibile anche se a volte significa stare da sola”. Adesso credo che le darei semplicemente ragione.

Racconto questi aneddoti perché ho deciso di mandare a dormire per un po’ questo blog e forse questo sito.

Non so se sarà un sonno perenne, un sonno di qualche mese o un “sonno in volo”, che mi porterà, quindi, verso una nuova destinazione che ora conosco solo in parte, quello che so con certezza è che (passato il mal di pancia e ripreso a meditare al mattino, per chi avesse letto il post precedente) ho voglia di riprendere a sentirmi come in un quadro di Sir Alma Tadema, la mia condizione naturale di centratura e punto di bliss.

Ho avuto – e ho –  la fortuna di avviare alla carriera di coach una lunga serie di donne e qualche uomo (tutti senza sito però, mi spiace) che sono diventati molto più bravi e brillanti di me, se in questi mesi avrete voglia di leggere qualcosa di buono potete seguire i blog ed i siti delle mie splendide allieve.

Prima di tutte cito Giada Carta, perché è quella più avanti nel business (anzi una dritta, se volete arrivare dove è arrivata lei in un anno e mezzo fate come lei, impegnatevi come lei, usate i Social e Mailchimp con la sua grazia ed il suo buongusto) e poi con coraggio e pianificazione da maggio ha fatto quello che io voglio fare da almeno 4 anni e non faccio: è andata a vivere in una magnifica isola del Mediterraneo.

Poi Eloisa Ghilardotti perché è lei la persona da cui andrei se fossi in crisi e dovessi aver bisogno di un piano d’azione e Micaela Terzi perchè è l’unica Paper Coach italiana.

Lavinia Basso bravissima e paziente job coach e sempre più esperta nei temi dell’autostima e Caterina Lazzarini che è perfetta per le over 40 che hanno già dato.

Daniela Castegnaro che scrive di carriera e di business MOLTO meglio di tanti guru americani.

Flavia Ingrosso che ha un magnifico progetto di Bookcoaching.

Lisa Martinello che adesso è in Florida e si occupa di Fame Emotiva (oltre che di altre cose).

Giada Varvello e Laura Cerioli amiche nella vita e nella professione (per me andate sempre in accoppiata “Signore Ciccione”!).

Io mi ritiro per qualche tempo nei miei appartamenti (che sono in parte anche gli appartamenti di Accademia della Felicità) perché le cose da gestire sono tante ed importanti, ma io voglio sentirmi come in un quadro di Sir Alma Tadema, non sull’orlo di un precipizio (poveri Capricorni che brutta sensazione!).

Vi saluto con un prodotto appena nato, magari vi serve, si chiama Career Strategy.

Au revoir,

Francesca