Con i tempi che corrono, ovvero come resistere il più possibile al cambiamento

Qui c’è tutto quello che mi dicono i miei clienti quando si vogliono convincere che cambiare è impossibile

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Ecco una lista di affermazioni che le mie orecchie di personal e business coach hanno ascoltato nelle ultime settimane – iniziate ogni frase con «con i tempi che corrono»:

L’importante è lo stipendio fisso, le ferie pagate, la pensione, come mi sento io non conta.

Anche se lavoro circa 14 ore al giorno, mi insultano dal vivo e per mail, mi telefonano alle 4 del mattino io sono la Brand Manager della XXX e guadagno 2500 euro netti al mese, hai capito? Chi guadagna cosi oggigiorno?

Non importa se devo imbottirmi di psicofarmaci e di ansiolitici, l’importante è andare al lavoro anche se lo odio perché ho un contratto a tempo indeterminato.

Faccio una vita che non mi appartiene e potrei anche andarmene e cambiare tutto, ma chi se la sente?

Guardo con invidia tutte le persone che hanno fatto scelte di vita alternative, non ho problemi economici ma in questo momento chi se la sente?

Sono giovane, non ho mai lavorato in vita mia, potrei andare in Australia 6 mesi, ma chi se la sente? A stare a casa si risparmia.

Posso mollare tutto, sì lo so, posso farlo, posso stare bene, vivere della mia passione, crearmi un futuro, ma la pensione? La pensione? La pensione?

Ho tanti soldi accumulati in anni di sacrifici ma non me ne faccio nulla, è un brutto momento, posso solo stare chiusa in casa e andare al mercato a fare la spesa e poi in farmacia, non viaggio, non esco, non faccio niente, chi osa? Se poi va anche peggio?

Sono disoccupato da mesi, non so più dove sbattere la testa, no l’inglese non lo studio non sono capace, no in biblioteca non vado, no a un caffè con un collega no, sto a casa a guardare la tele o vado in internet e aspetto che mi chiamino.

Odio il mio ex lavoro, ma sono un maestro di Yoga molto quotato, sono in mobilità da tre anni, preferisco rimanere in mobilità che fare solo il maestro di Yoga perché poi la pensione?

So già tutto quello che voglio fare, ho un piano, ho tutto, ma i miei genitori? I sacrifici che hanno fatto? Io sono l’unica laureata della famiglia, non posso deluderli.

Ah no eh? Un lavoro per me significa un ufficio, i colleghi, la pausa pranzo, la pausa caffè, il tailleur, poi cosa faccio non mi interessa, basta che trovo un lavoro con il tailleur

Ecco.

Annunciazione.

La vita dei nostri genitori non c’è più e non ci sarà più.

L’illusione di attesa di un futuro come il passato è un inganno della mente.

Il futuro sarà migliore del passato solo quando accetteremo che il nuovo mondo del lavoro ha regole diverse, valori diversi, una dimensione tempo / denaro diversa.

Con i tempi che corrono l’Italia è un paese in attesa della Tragedia o della Risoluzione, peccato che nessuna delle due saranno quello che ci aspettiamo e intanto siamo diventati un enorme Parcheggio di livore e di indecisione.

Riconsiglio a tutti di leggere Il Salto di Lynda Gratton.