Come contrastare la tendenza all’accumulo

Se hai oggetti di varia natura nascosti sul fondo dell’armadio, in cantina (o in soffitta), stipati nella dispensa o addirittura in un deposito in affitto, molto probabilmente sei un’accumulatrice.

Per capirlo con certezza, puoi fare un piccolo test rispondendo a qualche semplice domanda:

  1. Nel tuo armadio (o cassettiera o altro “nascondiglio”) hai sacchetti che non hai mai aperto o abiti con ancora il cartellino?
  2. Compri spesso cose che non ti servono?
  3. Compri spesso cose che non avevi intenzione di comprare?
  4. Credi di essere una persona che acquista in modo impulsivo?
  5. La tua attività preferita è lo shopping?
  6. La tua famiglia, i tuoi amici o i tuoi colleghi fanno spesso commenti sul numero di pacchi che ricevi?

Se hai risposto di sì alla maggior parte delle domande, è ufficiale: sei un’accumulatrice.

Non è importante di quali oggetti si tratta. Possono essere borse vintage, scarpe firmate, paté di olive di una certa marca, oggetti da collezione o anche di tutto un po’: se tendi all’acquisto compulsivo e sistematico, e soprattutto tendi a nascondere e a mantenere segreti i tuoi acquisti, è possibile che tu abbia un problema. È difficile rendersene conto, perché spesso il meccanismo che si innesca è subdolo. Magari hanno messo in offerta al supermercato la pasta che consumi di solito e allora, per risparmiare, ne compri 20 confezioni (che dovranno trovare posto nella tua dispensa!). Oppure trovi scontati del 70% degli utensili da cucina che non userai mai ma, nel dubbio, li compri perché non puoi lasciarti sfuggire quell’affare. Oppure sei un’appassionata di aste su eBay, fai un’offerta per un bellissimo maglione di cashmere (un altro!) che è a un prezzo irrisorio, poi la tua offerta viene superata e tu arrivi a pagare quel maglione più del suo valore solo perché dovevi assolutamente aggiudicarti l’asta.

Certo, il fatto che oggi tu possa cliccare sul bottone “acquista” direttamente dallo smartphone su una qualunque app di e-commerce, non aiuta la tendenza all’accumulo e allo shopping compulsivo. Allo stesso modo, il pagamento nei negozi fisici attraverso bancomat e carte di credito non ti fa avere il polso di quanti soldi stai effettivamente spendendo. È però utile chiedersi da cosa nasce il bisogno di accumulare. L’accumulo è determinato dalla paura di non avere mai abbastanza. Abbiamo paura che i soldi non basteranno e che a un certo punto ci ritroveremo a passare il Natale alla mensa dei poveri. E allora facciamo scorta per quando ci saranno tempi di magra. Si tratta, naturalmente, di un meccanismo inconscio e irrazionale, come lo è ogni tipo di impulso. Quando ci accorgiamo del problema, spesso la nostra reazione è cambiare atteggiamento dall’oggi al domani. Ignoriamo l’impulso e ci imponiamo un’auto-disciplina, che raramente funziona. Allora, per sentirci meno in colpa, cerchiamo di risparmiare andando a fare la spesa in un discount o in un magazzino che vende all’ingrosso.

Un atteggiamento costruttivo sarebbe invece quello di riconoscere la nostra fragilità emotiva e chiederci cosa si nasconde davvero all’origine della nostra tendenza all’accumulo. Se ci rendiamo conto che il motivo per cui accumuliamo è legato alla nostra sicurezza finanziaria, che sentiamo in qualche modo minata, possiamo canalizzare le nostre paure in modo più costruttivo. Come? Magari provando il brivido di accumulare banconote anziché oggetti. Il problema, infatti, non è tanto l’impulso all’accumulo in sé ma la soddisfazione di tale impulso, senza un’analisi delle emozioni che ne sono la causa. È evidente che gli oggetti che accumuliamo sono il tentativo di colmare un vuoto. Per questo, ti invito a farti una domanda. Pensaci bene prima di rispondere. Quanta parte del piacere di acquistare è connessa alla gratificazione di possedere l’oggetto acquistato e quanta invece al concederti di comprare, di trattarti bene e di farti un regalo? Spesso, infatti, la fase di eccitazione è quella precedente all’acquisto, quando fantastichi su cosa farai con quell’oggetto, in quali occasioni lo userai, come ti farà sentire. Ma quando poi ne entri in possesso, il piacere si è già dileguato e tu sei in cerca del prossimo oggetto da acquistare.

Le emozioni positive legate allo shopping riguardano il fatto di permetterci di provare piacere. E allora un valido espediente potrebbe essere quello di pianificare i nostri piccoli piaceri non già attraverso l’acquisto di qualcosa di cui non abbiamo bisogno (ma che pensiamo di esserci meritate), quanto piuttosto programmando dei momenti con noi stesse che generino in noi serenità e gioia. Quindi, quando ti accorgi che stai per cedere al tuo impulso da accumulatrice, cerca di provare compassione per quella parte di te che ha bisogno di essere rassicurata e non giudicarla. Poi metti in atto un piccolo trucchetto facile: prendi due post-it e scrivi su uno la parola “giallo” e sull’altra “rosso”, come se si trattasse di un semaforo. Mettili accanto al computer, se fai acquisti prevalentemente online, o nel portafogli, dove tieni le carte. Così, quando ti prenderà di nuovo l’impulso, ci penserai su qualche secondo prima di dare luce verde. E ricordati di celebrare i piccoli successi: se sei un’accumulatrice e riesci a stare tre giorni senza fare acquisti (inutili), devi proprio dirti brava.

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