Come vivere senza rimpianti

In uno dei suoi brani più famosi, la magnifica Édith Piaf cantava Non, rien de rien, non, je ne regrette rien – non rimpiango niente di niente. Quasi un manifesto, un’affermazione decisa e consapevole di una donna che ha vissuto come ha voluto, e non se ne scusa. Quante di noi vorrebbero poter dire lo stesso? Il rimpianto è uno dei sentimenti più diffusi tra le donne. Ho lavorato con donne che, se avessero avuto la possibilità di tornare indietro, avrebbero fatto tutto in modo diverso. Un atteggiamento di questo tipo denota, innanzi tutto, l’incapacità di trarre insegnamenti dalle esperienze della vita – e di essere grate per quelle esperienze. In secondo luogo, evidenzia un forte giudizio su di sé: se delle tue scelte importanti non salvi nulla, vuol dire che ritieni di aver sbagliato tutto, e quindi che ti consideri un fallimento.

Il rimpianto deriva dalla scelta

“Voglio arrivare alla fine della mia vita senza rimpianti”: quante volte l’abbiamo pensato? È possibile che in qualche occasione ci siamo decise a osare, buttandoci in un’impresa che richiedeva coraggio, proprio motivandoci con la leva del rimpianto che ci avrebbe tormentato i ricordi. La verità è che, se ci guardiamo indietro in cerca di rimpianti, ne troveremo tantissimi. I rimpianti sono occasioni mancate o perdute. È vero che alcune hanno più peso di altre ma è altrettanto vero che ogni scelta dà origine a un potenziale rimpianto. Se in una giornata devi fare cinque attività importanti ma il tempo che hai a disposizione ti consente di farne solo due, dovrai per forza di cose compiere una scelta. E non sai a priori quale sarà la scelta “giusta”. Magari, a fine giornata, rimpiangerai di aver preferito la visita dal dentista alla spesa al supermercato. Oppure di esserti chiusa in casa a lavorare anziché fare una passeggiata al parco con tuo figlio.

Il rimpianto nasconde la paura

I rimpianti non riguardano solo scelte epocali, ma anche piccole azioni quotidiane. Potresti rimpiangere di non passare più tempo con le persone care o di non stare abbastanza da sola. Oppure di non spegnere il telefono più spesso o di non avere un’alimentazione sana. Evitare di avere dei rimpianti ci porta nella landa desolata delle domande senza risposta, che iniziano tutte con un periodo ipotetico. Le ipotesi esprimono una possibilità che avrebbe potuto avverarsi ma non è diventata realtà a causa della nostra scelta. “E se…?” introduce le domande che continuano a consumarci. E se quell’appuntamento non fosse così importante come penso? E se non fosse lui l’uomo giusto? E se quell’opportunità si rivelasse un buco nell’acqua? Ognuna di queste domande è generata dalla paura, la paura di sbagliare e di non poter tornare indietro. Ma anche la paura del futuro, di quello che verrà dopo. E ciò che non riusciamo a tollerare è la mancanza di risposte alle nostre domande. Perché nemmeno il senno di poi ci garantisce che, se avessimo fatto una scelta diversa, quella scelta si sarebbe rivelata quella “giusta”.

Cambiare prospettiva per superare il rimpianto

Visto che non possiamo sapere in anticipo cosa succederà in un caso o in un altro, a seconda della scelta che darà origine al rimpianto, possiamo decidere di cambiare le domande, ponendoci domande migliori, positive. Anziché focalizzarci su cosa potrebbe andar male, possiamo provare a chiederci quali sono i nostri desideri. Anziché domandarci cosa potremmo rimpiangere, chiediamoci: cosa sarò felice di aver fatto alla fine della giornata/ della settimana/ della mia vita? Spostiamo l’attenzione sulla motivazione, passando dalla paura al piacere. Cosa sarò orgogliosa di aver fatto? Si tratta proprio di cambiare il focus, e impiegare il nostro tempo e le nostre energie decidendo cosa vogliamo creare. Se cambiamo il nostro pensiero di partenza, non più dettato dalla paura, bensì dall’amore, dalla saggezza, dalla speranza, le nostre scelte saranno più coraggiose, saremo in grado di correre dei rischi maggiori. E anche i rimpianti saranno parte del gioco e non peseranno più come fardelli. Per cosa vuoi sentirti fiera di te stessa alla fine della giornata? Comincia proprio da lì. Se sarai fortunata, esercitandoti con questa nuova prospettiva, potrai accendere anche tu un falò con i tuoi ricordi, senza alcun rimpianto, proprio come cantava Édith Piaf.

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