La risposta alle preghiere

Forse sei una donna pragmatica e razionale e credi che la spiritualità sia per chi ha tempo da perdere cercando chissà quali risposte mistiche a problemi concreti. Oppure, invece, sei una donna con un approccio aperto e inclusivo: non credi in Dio ma ti piace l’idea di una forza superiore che pervada la vita. Oppure, ancora, sei una donna religiosa, credente, che nella fede ha trovato il filo conduttore che ha dato senso alla sua storia. Quale che sia la tua posizione verso la religione e la spiritualità in genere, è innegabile che preghi tutti i giorni. La vita stessa è una preghiera, nella misura in cui la celebriamo e la consacriamo. La preghiera è una conversazione, una comunione e una connessione con il divino, qualunque significato questo termine assuma nel lessico di ciascuna di noi.

Hai presente il desiderio ardente che lanciamo nell’universo quando vogliamo davvero qualcosa con tutte noi stesse? Quella è una preghiera. Bisogna stare molto attenti con le preghiere che vengono esaudite, perché implicano una responsabilità che non sempre siamo pronte ad assumerci. Non solo: succede spesso che i desideri che abbiamo così tanto caldeggiato, quelli che ci hanno consumato, una volta ottenuti ci facciano star male. Ti è mai capitato che la realizzazione di una preghiera ti abbia delusa, facendoti scoprire il tuo reale desiderio? Così,ti rendiconto di non aver pregato per ciò che era giusto per te quando all’improvviso si disvela davanti ai tuoi occhi. Hai pregato per una promozione sul lavoro perché pensavi che la sensazione di disagio che provavi dipendesse dal non sentirti abbastanza valorizzata. Poi, quando l’hai ottenuta, quel disagio non è sparito e si è manifestata la vera preghiera che non hai avuto il coraggio di esprimere: capire qual è la tua missione lavorativa. Preghiamo spesso per un risultato, per un effetto esterno a noi, quando ciò che dovremmo desiderare è comprendere ciò che ci muove, la causa interna che ci fa sentire vive.

Può succedere che le nostre preghiere ottengano un esito negativo: ci affanniamo tanto per qualcosa che ci sta a cuore che poi non si realizza. Le nostre preghiere, in questo caso, non restano senza risposta,solo che la risposta non ci piace. La risposta è un sonoro “no”. Anziché amareggiarci, dovremmo essere capaci di rallegrarci: la nostra saggezza profonda, il nostro Io Autentico ha preso le redini della preghiera e ci ha impedito di andare a sbattere contro un muro di illusioni. È difficile da credere, vero? Sembra un premio di consolazione: se la preghiera non si è realizzata, vuol dire che non era giusta per la mia vita. Per quanto possa suonare consolatorio, è proprio ciò che succede nella maggior parte dei casi in cui l’Universo risponde picche a una nostra preghiera: senza saperlo, ci connettiamo con il nostro Io Autentico che sa esattamente e senza dubbi cosa ci fa bene e cosa no. Non sei ancora convinta? Allora ti invito a fare un esercizio.

Quaderno della gratitudine “al contrario”

In cosa consiste? Ti sfido a trovare ogni giorno un motivo per cui sei grata che una tua preghiera NON si sia realizzata. Puoi inserire tutto: sogni infranti, progetti mai partiti, fidanzati che hanno sposato altre donne. Sforzati di trovare per ciascuno di essi un motivo di gratitudine, concentrandoti quindi non sugli aspetti negativi, bensì sui doni nascosti. Alla fine ti sarà chiaro che puoi sempre scovare un beneficio in una preghiera non realizzata e troverai la forza di andare avanti senza crogiolarti troppo in pensieri tossici, come “è perché non sono abbastanza brava”, “l’altra è più bella e intelligente di me”, “come sono sfortunata”.

Quando le tue preghiere tardano a realizzarsi, fermati un momento e chiediti se il tuo desiderio è davvero giusto per te in questo momento della tua vita. Entra in connessione con la tua saggezza interiore e chiedile di rivelarti la vera preghiera che dovresti rivolgere alla tua vita adesso. È possibile, infatti, che i tempi non siano ancora maturi e che un “no” sia semplicemente un “non ancora”: hai bisogno di preparare le condizioni giuste per accogliere il “sì” e tutte le responsabilità che ne derivano.

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