Le 4 paure che rallentano il tuo successo

Tutte noi siamo accomunate dal desiderio di avere successo, di riuscire in un determinato ambito. Eppure, capita spesso che, quando ci troviamo di fronte all’opportunità concreta di realizzare quel desiderio, vacilliamo, troviamo scuse, tergiversiamo. Questo accade non perché non desideriamo davvero quel successo ma perché non siamo preparate a passare dalla dimensione del sogno ad occhi aperti a quella della realtà. Quando vagheggiamo di ottenere qualcosa che ci sta a cuore, nella nostra visione non ci sono intoppi. La realtà, invece, è fatta spesso di ostacoli, di prove da superare, di possibili inciampi. E quando ci troviamo in quella realtà, ci diciamo che non abbiamo i requisiti necessari, ci convinciamo che ci manchi qualcosa. A volte siamo talmente terrorizzate dalla paura di fallire che restiamo bloccate. È vero: affrontare un fallimento non è una passeggiata. La verità è che prima di diventare davvero brave in qualcosa, dobbiamo sbagliare molte volte, cadere e rialzarci. Insomma, dobbiamo fallire, è inevitabile. Vediamo quali sono le paure più frequenti che ti impediscono di realizzare i tuoi obiettivi.

1. La paura del fallimento

Come puoi capire se a rallentarti è la paura del fallimento? Prova a riflettere se ti capita mai di fare pensieri di questo tipo:

  • Non è un problema se non ottengo [l’obiettivo];
  • Quella persona è in grado di ottenere [l’obiettivo], io no;
  • Un giorno farò/realizzerò [l’obiettivo].

Fai molta attenzione alle storie che ti racconti. Se ti ripeti spesso frasi di questo tipo, stai cercando di evitare il fallimento raccontandoti delle scuse. Prova a spostare il punto di vista. Se hai provato qualcosa che non ha funzionato, non pensare a quell’esperienza come a un fallimento ma sposta il focus su ciò che hai imparato da essa. Rifletti su come sono andate le cose, sul perché sono andate in un certo modo e su cosa puoi fare di diverso la prossima volta. Con il passare del tempo, diventerai brava a individuare i tuoi errori e a fare in modo di evitarli in futuro.

2. La paura del successo

Si parla sempre della paura di fallire ma non si considera mai la paura del successo, che è altrettanto reale. Se pensi di ottenere concretamente quello che desideri, la tua mente comincia a evidenziare i punti critici: ti preoccupi di come potrai gestire una serie di situazioni, di come potrai relazionarti con le persone e persino di come potrai trovare il tempo per dedicarti alle tue passioni. È normale ed è uno dei compiti della nostra mente fornirci una visione quanto più possibile completa di ciò che ci aspetta, in modo da prepararci a fronteggiare anche eventuali situazioni spiacevoli. È improbabile che si verifichino gli scenari che ti proietta la tua razionalità, tuttavia quei pensieri tendono a rallentarti e ti fanno balenare l’idea che forse, tutto sommato, stai bene come stai; perché rompere il tuo attuale equilibrio? Ecco come puoi uscirne: prendi atto del fatto che le tue preoccupazioni possono effettivamente rivelarsi fondate ma decidi di occupartene se e quando i problemi si verificheranno. Quindi, se ad esempio hai ottenuto un lavoro a cui tenevi molto, non tormentarti al pensiero delle difficoltà che potrai incontrare ma affrontale una alla volta con la certezza che sarai in grado di risolvere qualunque situazione avversa. Come hai sempre fatto, del resto.

3. La paura di lasciar andare

A volte capita che a frenare la nostra realizzazione sia il desiderio di trattenere qualcosa che ci è caro: un ricordo del passato, una persona amata, un luogo a cui siamo emotivamente legate. Se da un lato le cose familiari funzionano da zona di comfort, dall’altro ci trattengono dall’andare avanti con le nostre vite. Se decidiamo di staccarci da questi oggetti, luoghi, persone, ricordi non vuol dire che li stiamo tradendo. È importante che riconosciamo che abbiamo bisogno di abbracciare il cambiamento per progredire e migliorarci come persone. Se qualcosa era giusta per noi nel passato non vuol dire che sia l’opzione migliore per la nostra vita anche in questo momento. Dobbiamo avere il coraggio di lasciar andare quello che non ci fa più progredire.

4. La paura di perdere tempo

Se abbiamo il sospetto che inviare un curriculum, cambiare città, seguire un corso siano azioni che non serviranno a nulla – perché non riusciremo a ottenere quello che vogliamo – forse a bloccarci è la paura di perdere tempo. Tempo che potremmo impiegare meglio – ci diciamo – evitando di alimentare sogni ad occhi aperti e concentrandoci solo sui nostri doveri quotidiani. È una paura comprensibile e razionale. Se impieghiamo tempo a perseguire un obiettivo, lo sottraiamo a qualcos’altro. È una valutazione costi-benefici. Questo vuol dire che dobbiamo decidere qual è il mondo migliore in cui vogliamo impiegare il nostro tempo. Se ti rendi conto che hai un tema di questo tipo, potresti pensare di guardare la questione da un’altra prospettiva: se vuoi realizzare un obiettivo che è davvero importante per te, questo richiede che tu ci investa una serie di risorse (tempo ma anche energie). Per capire quanto ci tieni e se quell’obiettivo vale il dispendio di risorse, chiediti: se non ci provo, un giorno me ne pentirò? Ora, supponiamo che alla fine tu decida di provarci e che l’esito non sia quello che ti aspettavi. Potrebbe rinforzarsi l’idea che si sia trattato di una perdita di tempo. Ma non è così: nel processo avrai imparato qualcosa di nuovo su di te, avrai acquisito delle nuove competenze che magari potrai spenderti in altri contesti. E, soprattutto, ti sarai tolta il tarlo del rimpianto. Non mi sembra tempo perso, non ti pare?

Le paure sono spesso il modo in cui la nostra mente cerca di tenerci al sicuro. Ma se vogliamo crescere come persone, dobbiamo riuscire a superarle. Abbiamo bisogno di avere nuovi posti in cui vogliamo andare e vette che desideriamo raggiungere. Per questo ti chiedo: quale sarà il tuo prossimo obiettivo?

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