Le fasi delle Storie con i Narcisi

Le storie con i narcisi hanno un andamento ciclico nel quale possono essere distinte cinque fasi, in questo post parleremo delle prime tre:

Prima fase: il love bombing

Durante la prima fase, definita love bombing, il narciso travolge d’amore la sua preda, riempiendola di complimenti, di promesse di vita comune, di progettualità, di viaggi, di esperienze da fare insieme. Molto spesso, alle parole seguono i fatti, per cui la preda si convince della sincerità delle intenzioni del narciso. Facciamo un esempio: il narciso e la sua preda si conoscono a novembre, poi lui chiede a lei di trascorrere il Natale con la sua famiglia. C’è differenza tra proporre di incontrarsi qualche ora nel pomeriggio per trascorrere del tempo insieme e proporre, invece, un pranzo di famiglia, quindi “ufficiale”, con genitori e parenti vari. Una grandiosità amorosa di questo tipo appena conosciuti è tipica del narciso.

Seconda fase: il gaslighting

Al love bombing, fatto a volte di progetti immaginari e a volte di progetti assoluti, segue un’altra fase, che in italiano potremmo definire giochi di interazione e che in inglese viene definita gaslighting e significa confondere/manipolare.

È la fase in cui il narciso ha osservato il comportamento della sua preda e la mette alla prova.

Lo fa per due motivi:

1. perché non riesce a sostenere un livello di amore così alto, e quindi ha bisogno di tempo per ritirarsi in sé

2. perché ha bisogno di sapere fino a che punto si spingerà la sua preda per rimanere con lui. Questa fase per il narciso è molto importante: testare quanto il suo feed riesce a resistere in situazioni estremamente provanti rappresenta il suo maggiore godimento.

Facciamo un altro esempio: il narciso dice alla sua preda che dovrà partire 3 settimane per lavoro, andando in un paese sperduto dove i collegamenti internet sono molto difficili. Preannuncia che si potranno sentire poco ma che comunque la contatterà una volta al giorno. La sua partner risponde comprensiva che in qualche modo riusciranno a tenersi in contatto. Il nostro narciso in realtà sparisce per 3 settimane, senza mai dare sue notizie.

Questo è un esempio di gaslighting, in cui il narciso mette alla prova la resistenza e la motivazione della sua preda. Le reazioni più diffuse da parte della donna a una situazione di questo tipo sono 3:

1. la preoccupazione che sia successo qualcosa di grave;

2. la delusione per il comportamento poco rispettoso;

3. il senso di colpa per aver sbagliato qualcosa e quindi aver meritato un simile trattamento.

La reazione più comune della preda naturalmente è la numero 3, ed è anche la preferita del narcisista che insinua nella donna l’idea che sia colpa sua, perché ha sbagliato qualcosa.

Quando la preda cede a questa trappola, inizia un gioco psicologico violentissimo, in cui il narciso cerca di spingersi sempre oltre per testare la resistenza della vittima. Addirittura usa le debolezze che la partner gli ha mostrato e le situazioni di sofferenza che lei gli ha raccontato durante la fase del love bombing, per accenderla e spegnerla a suo piacimento, per strumentalizzarla e dimostrare a se stesso che la sua preda è sempre lì per lui.

Terza fase: il discard

Questa è forse la fase più tragica della relazione con un narciso. La preda fa di tutto per compiacere il narciso, nonostante si senta molto male per il modo in cui lui la tratta, ma tutto ciò che lei fa non è abbastanza. Lui perde interesse, ed è già in cerca della sua nuova preda. Il fatto di sapere che lei ci sarà sempre per lui fa sì che la sua partner perda di importanza ai suoi occhi. Ma non sarà lui a mettere fine alla relazione perché, per quanto diventata un nutrimento “misero”, la sua preda continua a nutrirlo e lui non intende rinunciarci.

Anziché bombardarla d’amore, adesso il suo interesse è tormentarla. È questa la fase del discard, dello scarto. Il livello di interesse è talmente basso che lui sparisce, non risponde al telefono, ai messaggi, ignora la sua preda. Continua a dare di sé un’immagine brillante sui social, a postare foto di viaggi, di locali che visita. Magari a un certo punto comincerà a mostrare nelle foto una donna e quando la partner chiederà spiegazioni, qualora si degni di rispondere, lui cercherà di farla passare come pazza, psicopatica, per giustificare in tal modo il motivo per cui se n’è andato.

La fase di scarto è quella in cui le donne dei narcisi stanno peggio in assoluto, perché si sentono di impazzire e spesso smettono anche di funzionare. Perdono la salute, il lavoro, iniziano ad aver bisogno di compensazioni come cibo, fumo, alcol. Si tormentano, non riescono a farsene una ragione. Non si spiegano come sia stato possibile che un uomo che le amava così tanto (nella fase del love bombing) possa essere cambiato così repentinamente. E credono di aver fatto qualcosa di sbagliato.

Fino a quando la domanda che si fanno è “cosa ho sbagliato?”, saranno vittime della relazione. La domanda vera da farsi sarebbe “come posso uscire da questa relazione?”. Non è semplice, perché la reazione più istintiva è voler ripristinare la prima fase, ossia il romanticismo, l’innamoramento, la magia del love bombing.

Il problema è che tutta la fase del love bombing è un’illusione, una tattica di seduzione, un gioco privo di contenuti reali. Era tutto finto, come una quinta teatrale. Il cruccio di molte donne è di non riuscire a far funzionare la loro relazione con un narciso mentre in altri aspetti della loro vita sono efficienti.

Questo accade perché si ostinano a voler riprodurre una realtà che non esiste.

E non esiste perché l’uomo che prometteva loro la luna, che le lusingava, che le faceva sentire uniche indossava una maschera, stava recitando una parte. Questa verità è difficile da accettare. È più semplice pensare di non essere abbastanza brave piuttosto che accettare una realtà che le aggancia a momenti del passato di profonda solitudine, di depressione, a ricordi legati all’infanzia o all’adolescenza e non ancora superati.

Molte donne vittime dei narcisi scoprono, a un certo punto, durante la fase del discard, uno o più tradimenti e si sentono frustrate, pensano di non essere state “abbastanza” e che, per questo motivo, lui ha avuto altre storie. Il problema è che lui non riesce a vedere che se stesso.

Mi è capitato spesso che una donna venga da me dicendomi che il suo narciso sta con un’altra persona e i due sembrano felicissimi. Quindi, la logica conseguenza è che questa donna pensa di essere stata lei a sbagliare qualcosa, era lei a non essere “giusta” per lui. Questa donna ignora che l’attuale compagna del suo narciso, quella con cui sembra così felice, è a sua volta una preda, in un pattern che si ripeterà all’infinito.

Fino a quando quest’uomo sarà nel radar della donna che si è rivolta a me, lei continuerà sempre a pensare che lui l’ha scartata perché non rappresentava la sua donna ideale.

Il fatto è che una donna ideale per il narciso non esiste, forse l’unica donna che lui cerca di conquistare è la donna assoluta che gli ha provocato la ferita narcisistica, che lui se ne renda conto o mento.

Un narciso troverà mai la donna giusta? Si salverà?

Uno psicoterapeuta illuminato che si occupa da anni del tema dei narcisi, ha raccontato a una conferenza che il narciso è l’unico caso di un paziente che va in terapia per non essere curato ma per trovare il modo di curare gli altri, che secondo lui sono “fuori posto”.

Prima che un narciso si metta in discussione e capisca di aver bisogno d’aiuto è necessario che subisca un grosso trauma, come la perdita della madre, di un figlio, della moglie. Certi narcisi non vanno in terapia nemmeno di fronte a eventi così traumatici.

Lo ho già detto e lo ripeterò, un narciso cambia e migliora soltanto se è lui a deciderlo. E di solito, quando prende questa decisione, è perché la vita lo mette di fronte a delle circostanze che lo obbligano al miglioramento.

7 commenti a “Le fasi delle Storie con i Narcisi

  1. Quando l ho lasciato dopo due anni di dispiaceri, e dopo aver scoperto una nuova preda con cui adesso sta facendo il fidanzato bravo, mi ha ringraziata per avergli insegnato l amore è adesso può cambiare grazie a me.
    Ha capito come si ama e come si vive in coppia.
    È stata la cattiveria più grande che abbia fatto alla mia vita, non solo vittima anche ringraziata.
    Io scartata e lui felice a causa mia
    La domanda è :è possibile che io l abbia guarito?

    1. Anche a me ha detto la stessa cosa e nelle medesime circostanze. Non è vero niente, è solo un modo crudele per ferirti: appunto, come dici tu, per farti sentire doppiamente infelice, non solo perché abbandonata ma anche perché causa della sua felicità altrove.
      Ma non è vero niente: innanzitutto perché non saranno mai in grado di amare, MAI, in secondo luogo perché, pure fosse vero, una persona sana di mente non lo verrebbe a dire.
      Comunque, stai certa che non è vero. Anche se ora fa il bravo, prima o poi diventerà cattivo anche con lei. Non sanno comportarsi diversamente.
      Vuoi poi sapere il seguito della nuova grande storia d’amore del mio narcisista patologico? E’ durata 10 mesi, alla fine lei era letteralmente distrutta. Queste le magnifiche sorti e progressive del grande amore che avrebbe imparato attraverso di me. Ma vaff…

  2. Buongiorno
    Vorrei sapere se e’ Possibile che il lave bombing duri Degli anni
    Perche sono abbastanza convinta di aver avuto una relaziione di 7 anni con un Narcisista patologico da quando la relazikne si e’ interrotta bruscamente e ho cominciato a capire tante cose e a dicumentarmi sui soggetti affetti da questa patologia ritrovandomi purtroppo nel ruolo di preda
    L unica cosa che mi fa riflettere e’ che la fase di corteggiamento gratificatorio ed esasperato e’ durato molti anni!!
    Volevo sapere apounto se in questo caso si puo parlare di relazione con Narcisista manipolatore
    Grazie

  3. Domanda: il narciso è consapevole di quello che sta facendo in queste fasi e delle conseguenze che provoca nelle sua prede (si rende conto del dolore che provoca agli altri?) o opera tutto a livello di subconscio a causa del suo disturbo di personalità?
    Dopo il love bombing iniziale per catturare le prede, le fasi si susseguono esclusivamente nell’ordine indicato e si esauriscono con il discard o è possibile che le fasi in un determinato periodo di tempo si ripetano in modo ciclico?

    1. Il np (narcisista patologico) è consapevole del male che fa? Secondo me, sì e no. No, nel senso che sta proprio nel disturbo autoconvincersi di agire bene, proiettando sugli altri le proprie pulsioni negative (nella loro testa: sono gli altri ad essere sbagliati, a provocare le loro reazioni). E anche sì, nel senso che non è che non abbiano le categorie del bene e del male, solo che non costituiscono mai il criterio delle loro azioni. Hanno cioè sempre una autogiustificazione pronta (vedi ritornello alla fine).
      Per la mia esperienza, e per quello che ho letto e studiato, il np opera sempre per distruggere, ma può farlo da posizioni differenti. In sintesi: se incontra qualcuno che resiste e si difende bene dalle sue manipolazioni, emerge in lui un senso di sua vulnerabilità intollerabile, emergono antiche ferite di non riconoscimento, quindi attacca sì ma da una posizione di debolezza (e percepisce l’altro come abusante da cui difendersi). Se invece incontra qualcuno che si fa manipolare e cade in ogni trappola, emerge in lui il senso di dominio: qui attacca compiacendosi, da una condizione di forza (l’abusante è lui). Dietro tutto questo, c’è il fatto che un np è un essere che è stato invalidato, nell’infanzia, nei bisogni fondamentali dell’essere umano (riconoscimento del proprio valore, accudimento quando in difficoltà, stimolazione della propria autonomia), quindi non conosce il proprio valore interno, non sa chiedere aiuto se in difficoltà, non è autonomo ma dipende dalle validazioni affidate all’esterno. Attivando schemi di comportamentali disfunzionali, è in continua necessità di dominare per non essere dominato (logica militare): agisce come fosse abitato da antichi fantasmi: maniacalmente, quello del genitore disfunzionale quando è abusante (e gode a far sentire l’altro come quel bambino terrorizzato che è stato lui); paranoicamente, quello del bambino bisognoso e terrorizzato quando percepisce l’altro come una minaccia (e identifica l’altro come il genitore abusante). La logica è sempre quella militare, del “domino o sono dominato”.
      In queste dinamiche, che sono psichiche, come vuoi che ci sia precisa consapevolezza? Non dobbiamo immaginare il np come uno che ragiona linearmente, nella sua testa c’è più spesso il caos, sono più reattivi che riflessivi. Da tempo le ricerche serie si orientano a considerare questo disturbo non nei termini di avere un “troppo” (il grandioso senso di sé), ma di difettare di qualcosa, in particolare della capacità di comprendere in primo luogo gli stati mentali propri e poi pure quelli degli altri (incapacità di metacognizione). Siamo a un’età emotiva ferma sui 4 anni. Parlare di consapevolezze,nei termini normali, in questo quadro, non ci sta proprio.
      Un abbraccio

      Ritornello del narcisista:
      “Non è successo, e se è successo non è importante.
      E se è importante, non è poi così grave.
      E se è così grave, non è stata colpa mia.
      E se è stata colpa mia, non l’ho fatto apposta.
      E se l’ho fatto apposta, te lo meritavi.”
      😉

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