Le insidie di vivere sempre connesse

Non ti sposti mai senza smartphone e, se fai viaggi appena più lunghi di un quarto d’ora, tiri fuori dalla borsa computer o tablet. Sei sempre raggiungibile, ricevi email e messaggi a qualunque ora, anche di notte. Del resto, hai il telefono acceso 24 ore su 24. Sei attiva su svariati social, fai parte di diversi gruppi Whatsapp, possiedi Sim di operatori differenti per non trovarti mai senza campo. Se sei in coda alla posta, ne approfitti per leggere qualche articolo o rispondere a un messaggio, se sei al ristorante con un’amica, prima di mangiare fai una foto del piatto da postare online (e intanto, mentre l’amica sta facendo altrettanto, i vostri piatti si freddano). Ti riconosci? Stai tranquilla, non sto per dirti che hai una dipendenza da iper-connessione, di cui – detto per inciso – probabilmente soffriamo tutti. Vorrei invece che tu ponessi l’attenzione sulla tua giornata, sul fatto che non stacchi mai la spina.

La nostra mente è sottoposta di continuo a stimoli visivi e intellettivi che da un lato solleticano la curiosità e la voglia di conoscere cose nuove, e dall’altro hanno un impatto negativo sull’attenzione e sulla capacità di concentrazione. Non solo: alcuni studi recenti hanno evidenziato come essere sempre connessi aumenti in modo esponenziale lo stress e peggiori le nostre relazioni con gli altri. E benché ce ne rendiamo conto da sole, non riusciamo a smettere. Crediamo che la nostra completa disponibilità ci venga, in qualche modo, richiesta e che, nel momento in cui dovessimo spegnere tutto, ci perderemmo qualcosa di importante, di vitale, e resteremmo indietro, non aggiornate, tagliate fuori da ciò che succede nel mondo.

Quando lavoravo in azienda, il mio ruolo di responsabilità comportava anche una reperibilità che, per quanto non fosse prevista da contratto, era data comunque per scontata, come una regola non scritta. Ti lascio immaginare i miei livelli di stress. Quando sono diventata libera professionista, la situazione da questo punto di vista non è migliorata: era difficile resistere alla tentazione di rispondere in tempo reale alle email che arrivavano o gestire le mille interazioni che richiedevano la mia attenzione. A un certo punto mi sono vista dall’esterno: ho visto una donna che non aveva orari, che non si fermava mai, che aveva smesso di delimitare i suoi confini. Ma soprattutto, ho visto una donna che aveva completamente perso di vista qualcosa di prezioso, la sua autenticità, e sono corsa subito ai ripari.

Il problema di fondo è che questo continuo vivere fuori di noi, in cerca di risposte esterne, ci ha disabituato a tornare dentro di noi, nella connessione con il nostro Io Autentico, che racchiude una saggezza innata e intuitiva. Pensiamo che qualunque nostra domanda troverà una risposta tramite Google. E così, abbiamo smesso di ascoltare noi stesse e, di conseguenza, non sappiamo più rispondere a domande basilari, come “cosa mi far star bene?”. Ecco perché oggi ti chiedo di disconnetterti.

Come fare un programma detox dall’eccesso di connessione

  • Impegnati per un weekend al mese a spegnere tutto: niente telefono, niente computer. Non controllare le email, non interagire sui social.
  • Pianifica delle giornate all’aria aperta con la famiglia e le persone care. Fai conversazione, riscopri le risate, cammina a piedi nudi su un prato per sentire la sensazione di freschezza e umidità contro la pelle. Fai esperienze sensoriali, più che intellettuali.
  • Se non ti piace fare escursioni nella natura, puoi anche decidere di restare in casa e goderti dei momenti con te stessa. Inizia da ciò che ti piace fare, preparati il tuo piatto preferito, ascolta la tua voce saggia e segui i suoi suggerimenti.
  • Se l’idea di disconnetterti per una giornata intera ti mette ansia, oppure se per lavoro è necessario che tu sia reperibile, pianifica almeno un pomeriggio o quattro ore consecutive in cui stacchi completamente dal mondo esterno.
  • Puoi procedere a piccoli passi, introducendo nella tua routine quotidiana delle micro-azioni detossinanti. Ad esempio, se pranzi fuori con una collega, puoi scegliere di lasciare il telefono in ufficio.
  • Sempre nell’ottica delle piccole azioni quotidiane, di sera prima di andare a dormire, lascia lo smarthphone in carica in un’altra stanza. In questo modo, non sarà la prima cosa che guarderai al mattino mentre sei ancora a letto. Se ti senti proprio motivata, puoi decidere di accendere il telefono solo da una certa ora in poi, magari poco prima di uscire di casa.
  • Non devi mai vivere il detox come un ennesimo regime punitivo autoinflitto. Ricorda sempre che stai recuperando: energia, tempo, relazioni, connessione interiore, concentrazione, presenza a te stessa, respiro, vita.
  • Asseconda i tuoi tempi. Come sappiamo, non è semplice cambiare le nostre abitudini. Se la strategia dei piccoli passi non funziona con te, datti il permesso di riaccendere lo smarthphone, postare una foto, rispondere a un’email. Poi, quando ti senti più tranquilla, spegnilo di nuovo, fino a quando non sentirai il bisogno di tornare online.

Imparare a disconnettersi è un modo per riappropriarsi del proprio potere personale. Anche se non ci sembra, spesso seguiamo la corrente, facendo tutto ciò che va di moda in un certo momento. Se è vero che sentirsi parte di una comunità è gratificante, è altrettanto vero che la comunità di Internet è, sotto molti aspetti, apparenza, nel senso che si basa su ciò che viene mostrato. Per questo motivo, è importante smettere di delegare a Google tutte le risposte alle tue domande e iniziare a trovare le tue risposte attivando un sano spirito critico. E magari interagendo in modo profondo (anche) con persone in carne e ossa. Non si tratta di scegliere tra mondo reale e mondo virtuale ma di trovare, come in tutto, la giusta misura di coinvolgimento e di esposizione. E quando dico giusta, intendo quella che è giusta per te.

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