Perché il denaro è solo una merce di scambio

Le nostre emozioni condizionano la percezione che abbiamo rispetto ai soldi. Di solito, infatti, le sensazioni più diffuse, quando pensiamo ai nostri conti da pagare, sono tutte negative: preoccupazione, ansia, paura, vergogna, frustrazione. Ma cosa succederebbe se all’improvviso avessimo un colpo di fortuna e vincessimo al Superenalotto? Potremmo saldare tutti i nostri debiti, mettere in ordine i conti, aiutare la nostra famiglia e ci sentiremmo alleggerite e spensierate. Certo, il cambiamento di mood dipende dalla mancanza o dalla presenza dei soldi ma l’oggetto – il denaro – non cambia ed è capace di generare in noi sentimenti contrastanti.

Se spogliamo i soldi dall’aspetto emotivo, siamo in grado anche di restituire loro il giusto valore: il denaro non è altro che una merce di scambio. Lo sapevamo bene a vent’anni, quando ci affacciavamo timidamente al mondo del lavoro. Se sono una donna priva di esperienza e il mio obiettivo è acquisire delle nuove competenze e magari vedere un po’ di mondo, non mi preoccupo di fallire ma anzi affronto le sfide della vita con coraggio e un pizzico di incoscienza. Ecco che allora il denaro è una merce di scambio: ti do la mia energia, la mia volontà di imparare in cambio di denaro. Scambio creatività, talento, tempo, entusiasmo con valuta sonante, che mi serve per acquistare cibo, pagare l’affitto, divertirmi, coltivare le mie passioni. Uno scambio, non necessariamente equo (pensiamo a tutti gli stage e i tirocini pagati con il rimborso spese) ma pur sempre uno scambio: do ut des, quid pro quo.

Quando ci troviamo ad affrontare difficoltà economiche, abbiamo bisogno di ritornare a questa lezione importante: i soldi sono uno scambio. Questo vuol dire che ciascuna di noi possiede una serie di talenti da poter scambiare con risorse finanziarie. Ognuna di noi, cioè, è in grado di generare abbondanza. Non occorre guardare fuori da noi in cerca di chissà quale deus ex machina capace di risolvere la situazione. Possiamo sempre partire da noi stesse e da ciò che abbiamo da “vendere”, in termini di competenze, esperienza, peculiarità.

Quando viviamo una carenza di denaro, non è mai un fulmine a ciel sereno. Succede quando dimentichiamo che i soldi sono una merce di scambio e iniziamo a considerarli come un obiettivo, quando li diamo per scontati. Sai qual è il primo segnale che ci fa iniziare a perdere la cognizione delle nostre finanze? Il fatto che smettiamo di prenderci davvero cura di noi. Ci facciamo assorbire dal lavoro o dalla vita familiare e non prestiamo più attenzione al nostro conto in banca. Esiste una forte relazione tra autostima e autosostentamento: avere abbastanza soldi per prendersi cura di sé in qualunque circostanza è un istinto che le donne stanno, poco per volta, perdendo. Come si fa a rimediare? Partendo dalle basi: segui i soldi.

Cerca di capire dove finiscono i tuoi soldi, anche se ti senti a disagio. “Non sono una che guarda il centesimo”, mi sembra di sentirti. Ma se vuoi avere un’idea di dove naufragano le tue finanze, è da lì che devi partire, dal flusso che seguono anche le cifre piccolissime. I cosiddetti “conti della serva” sono semplici ma molto efficaci. Facciamo un esempio. Hai l’abitudine di prendere il caffè al bar tutte le mattine. Diciamo 1 € x 5 giorni a settimana, sono 5 €. In un mese, sono 20 € di caffè. Non ci avevi mai pensato? Ecco, è proprio questa disattenzione che fa dileguare le finanze. Ed è proprio prestando attenzione alle piccole uscite – quelle che fai in automatico – che potrai cominciare a cambiare la tua situazione economica.

Nella vita si susseguono periodi di alterne fortune: il principio dei cicli abbraccia tutti gli aspetti dell’esistenza. Così, ci saranno momenti in cui avremo disponibilità di denaro, altri in cui faremo fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Proprio come avviene con i mercati finanziari, anche successi, fallimenti e perdite seguono un andamento ciclico. Basandomi su questo dato di fatto, il mio consiglio è di mettere da parte i soldi. Quando ci sono, mettili da parte per i periodi di magra. Quando non ci sono, mettine da parte ancora di più. So che suona insensato ma non sai quanta soddisfazione ti darà realizzare un’impresa che tutti gli altri ritengono impossibile: attingere alla tua personale banca di risorse interiori per creare la tua fortuna economica.

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