Postumi della pandemia: vivere il self-care con senso del dovere

Uno dei pilastri del mio lavoro e della mia comunicazione è il concetto di self-care. Sul mio blog trovi decine di articoli su questo tema e molti dei miei corsi online hanno a che fare, direttamente o indirettamente, con questo concetto. Insisto su questo punto perché sono convinta che imparare a prendersi cura di sé sia il primo passo verso una vita consapevole. Saperci concedere dei gesti, piccoli o importanti, che ci fanno sentire al centro del nostro mondo ci aiuta a darci il giusto valore e ci rende donne che sanno vivere le relazioni, di qualunque tipo, in modo più intenzionale ed equilibrato.

Ma cosa succede quando il self-care diventa un imperativo categorico? Cosa accade quando la nostra capacità di prenderci cura di noi diventa uno dei tanti parametri con cui misuriamo il nostro essere “abbastanza”? Con la pandemia il self-care si è trasformato nell’ennesima incombenza quotidiana: una delle tante, troppe cose di cui occuparsi.

Partiamo dalle basi: cos’è davvero il self-care

Il self-care ha è un atteggiamento intenzionale. Significa essere proattive, impegnarsi in azioni e comportamenti che promuovono la resilienza, il benessere, il nostro stato di salute fisica ed emotiva. Per molti aspetti questo ci viene naturale: quando ci nutriamo nel modo giusto per noi, quando facciamo una passeggiata nella natura o andiamo a un concerto, non pensiamo “sto praticando un atto di self-care”. E sta proprio in quell’intenzionalità la differenza tra un gesto automatico e un gesto di self-care. Ogni volta che, in modo deliberato e consapevole, ti prendi uno spazio sacro per te stessa e lo dedichi a un’attività che ti rigenera o ti fa stare bene stai compiendo un atto di self-care. Prendersi cura di sé non ha tanto a che vedere con l’attività che scegli ma con la decisione di prenderti un tempo e uno spazio per metterti al centro della tua vita.

Il ruolo del self-care durante la pandemia

Negli ultimi due anni abbiamo letto e sentito tante discussioni sul self-care. Tutte giuste, aggiungo. Perché per affrontare una crisi come quella che stiamo ancora attraversando, senza certezze per il futuro e senza sapere cosa ne sarebbe stato di noi e dei nostri cari, prenderci cura di noi era essenziale. In più, ci siamo trovate da un giorno all’altro con un sacco di tempo libero, che abbiamo riempito con letture, sessioni di cucina, meditazione, giardinaggio e altre attività che ci hanno portato a contatto con noi stesse e ci hanno aiutato a mantenere il focus. A un certo punto, però, abbiamo perso il senso della misura. Abbiamo scoperto le nostre passioni: quanti passatempi ci sono piaciuti! E tornando a una situazione in cui, almeno in parte, sono state ripristinate le “vecchie abitudini”, ci siamo ritrovate con tante attività da svolgere per prenderci cura di noi e molto meno tempo a disposizione. Quello che non è cambiato, però, è il messaggio che ci viene ripetuto: “devi prenderti cura di te”. E così il self-care è diventata una task da inserire nella to-do list.

Self-care e senso del dovere

Ci tengo a ribadire che il messaggio in sé continua a essere giusto: il self-care è un aspetto da tenere in gran conto nella nostra vita quotidiana. Quello che non fa bene è trasformare l’invito a prendersi cura di sé in un dovere. Il self-care è stato per tutto il 2020 uno dei pochi elementi della nostra vita su cui potevamo esercitare un controllo. Da un lato abbiamo esercitato questo potere declinandolo in varie attività, dall’altro abbiamo iniziato a considerare il self-care alla stregua di un compito da svolgere. Abbiamo perso l’intenzionalità, la determinazione e la consapevolezza, che sono le caratteristiche che permettono al concetto stesso di self-care di funzionare. La prima azione da fare per riprenderci il self-care e svincolarlo dal senso del dovere è ripristinare l’intenzione. Sapere, cioè, che abbiamo un ventaglio di possibilità per prenderci cura di noi, dalle azioni simboliche a quelle più strutturate, e scegliere se, come e quando dedicare il nostro tempo libero a metterle in pratica. È nella decisione, nella scelta che ritroviamo il senso della cura di sé.

Come praticare il self-care oggi

È possibile che anche tu ti sia ritrovata a scoprire passioni e abilità nuove durante la pandemia. Innanzi tutto, fai una lista delle azioni che ti piace fare, che ti danno energia, che portano gioia nella tua vita. Non è detto che oggi siano le stesse rispetto al periodo di lockdown. Magari meditare ti calmava mentre oggi fai fatica a concentrarti. Invece potresti aver scoperto di essere brava con gli acquerelli e di voler continuare a esercitarti, perché è un’attività che ti fa sentire in pace col mondo. Inserisci nella tua lista solo quello che ti piace davvero oggi. Ora che hai la tua lista, cosa dovresti farne? Assolutamente nulla. Comincia a riprenderti il tuo spazio sacro, che significa darti il permesso di non riempire il tuo tempo libero di attività. Quella lista ti serve a sapere che, se vuoi, puoi dedicarti a un’attività rigenerante. Oppure no. Se hai un tempo limitato a disposizione e tante voci nella tua lista di passioni, è naturale che dovrai fare delle rinunce. E questo ti metterà pressione. Voglio che tu abbia ben chiaro che il tuo valore non ha nulla a che vedere con quanti gesti di self-care riesci a fare ogni giorno. Non sentirti in colpa se non riesci a leggere per un’ora, se non prepari il tuo piatto preferito, se non partecipi ai corsi di Zumba online. Forse in questo momento il più grande gesto di self-care che puoi fare per te stessa è decidere di stare nelle tue giornate a modo tuo, liberandoti di tutti i fardelli, compreso il self-care.

Per approfondire il tema del self-care, ti consiglio questi due articoli:

  1. Stai trascurando il tuo self-care? Fai attenzione a questi 4 segnali
  2. Affronta lo stress con 5 pratiche di self-care radicale

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