Un particolare strumento finanziario: il metodo delle buste

Quando siamo attanagliate da difficoltà economiche, siamo come invase da una malinconia che non ci abbandona mai. È una sensazione di fondo che ci fa vivere nella scarsità anche quando ci sarebbero occasioni di svago.

Così, ad esempio, rifiutiamo un invito a cena, oppure non cogliamo l’opportunità di andare al cineforum di quartiere anche se è gratis. Pensiamo che siamo stanche, e il senso di colpa e frustrazione proprio non vuole andarsene. Eppure, si dice che il denaro abbonda nelle case di chi lo spende con piacere. Ho detto spende e non sperpera: c’è una bella differenza. Nonostante questo, quando viviamo un momento di ristrettezze economiche, chiudiamo completamente i cordoni della borsa, passando da un estremo a un altro. Oggi voglio insegnarti un metodo alternativo e molto d’impatto per tenere i conti di casa. Con un bonus per le tue spese personali non prioritarie.

Come nasce il metodo delle buste

I premi Oscar vengono annunciati attraverso l’apertura di eleganti buste. Così, le lettere d’amore vengono custodite in buste profumate. E che dire di quelle spiacevoli buste verde muffa che, quando arrivano, non promettono niente di buono? La busta trasmette un senso di ritualità, porta novità, è uno strumento del commercio e di gestione finanziaria. Un tempo, prima dell’avvento della tecnologia diffusa e capillare della nostra epoca, gli stipendi venivano corrisposti in apposite buste, da cui l’espressione “busta paga”. Esso veniva poi affidato alle mani sapienti e accorte delle donne di casa, che lo frazionavano in buste diverse: affitto, generi alimentari, altre necessità, e magari anche svago. Naturalmente, se i soldi non erano sufficienti, la busta destinata allo svago era la prima a essere sacrificata. Il metodo che ti propongo è ripreso direttamente dalla gestione finanziaria delle nostre nonne.

Come funziona il metodo delle buste?

  • Procurati delle buste da lettera robuste e resistenti, oppure sviluppa il tuo set di buste dando sfogo alla creatività. Si tratta pur sempre di strumenti di consapevolezza il cui fine è di innescare piacevoli sensazioni di pace e abbondanza.
  • Puoi però optare per delle cartelline da archivio, capienti, in cui puoi inserire sia i soldi, sia i documenti relativi alle spese (fatture, bollette, ricevute) per quella determinata cartellina.
  • Su ogni busta o cartellina trascrivi la destinazione d’uso.

Se in questo momento ti stai avviando sulla strada per la felicità finanziaria, il sistema delle buste può essere un valido espediente: insegna pazienza, prudenza e perseveranza. Potresti obiettare che ormai è tutto digitalizzato, che paghi le bollette dal tuo conto online. Bene: apri un conto dedicato solo alle bollette e alle spese prioritarie, su cui verserai il denaro destinato ai pagamenti imprescindibili. Ricorda che anche le commissioni bancarie e le spese del conto vanno conteggiate nel totale da versare. Benché questo metodo possa sembrarti antiquato, ha un vantaggio che altri metodi di contabilità non hanno: è l’unico modo per non sforare il budget. Se con bancomat e carte di credito vari puoi sforare senza accorgertene, con le buste puoi spendere solo quello che c’è. Da un punto di vista neuronale, la sensazione del tatto esercita un maggior controllo sui nostri impulsi.

C’è un’unica regola: non puoi prendere in prestito soldi destinati al pagamento di utenze e spese necessarie per utilizzarli in spese non necessarie. Puoi però decidere di rinunciare al parrucchiere per una cena romantica col tuo partner. Come avviene con tutti i nuovi sistemi, va rodato e provato per qualche tempo. Ricordati che, se metti in atto questo metodo, devi sempre e comunque fare il budget, che è alla base di una buona conduzione finanziaria della casa. C’è di buono che puoi dedicare una busta a te stessa e alle tue spese. Quindi, non aspettare: prendi una busta, scrivici sopra “solo per me”, raccogli banconote e monete che trovi sparse nella borsa e infilale subito nella busta. Ora tieni in mano quella busta, soppesala, accarezzala. Non hai già voglia di accettare quell’invito a cena?

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