5 suggerimenti per affrontare la fase di ricostruzione del proprio io

Quando stai attraversando una fase di ricostruzione del tuo Io, ti senti senza punti di riferimento: non sai più chi sei, ti sembra di aver perso tutte le certezze e ti senti smarrita. Spesso vorresti solo rintanarti in casa, aspettando che tutto passi, che il dolore diminuisca, che le persone smettano di chiederti come stai, che quella sensazione di vuoto interiore sparisca. E invece non puoi, devi continuare a vivere le tue giornate come se nulla fosse, devi andare al lavoro, badare alle incombenze varie, avere minimi rapporti di interazione sociale.

Se ti trovi in questa fase, sappi che è una tappa del processo che ti porterà a crescere come persona e a costruire la versione di te che hai bisogno di essere per attraversare la vita con grazia e soddisfazione da questo momento in avanti, anche se ti sembra impossibile da immaginare. Voglio darti 5 suggerimenti da tenere a mente, che potrebbero rivelarsi molto utili.

  1. Fai il meglio che puoi. Di solito, la prima manifestazione di questo processo consiste nel percepire il senso di devastazione nel proprio corpo. Forse avrai difficoltà a mangiare, a dormire, a fare azioni semplici. Forse avrai bisogno di startene chiusa a riccio da sola e in silenzio sul divano. Non giudicarti: se in questo momento non riesci a fare di più, fai come puoi. Cerca di trarre il meglio da quel che riesci a fare. Ad esempio, se mangi poco, fai in modo che quel poco sia costituito da cibi nutrienti. Se soffri d’insonnia, prova ad andare a letto presto, così aumenterai la possibilità di dormire qualche ora in più. Se ti sembra impossibile uscire di casa, costringiti comunque a fare una breve passeggiata, per prendere un po’ d’aria e ossigenare il cervello. E poi torna a casa e mettiti pure sotto le coperte. Il nostro corpo è il luogo in cui avviene la trasformazione: il tuo cervello sta letteralmente creando nuovi sentieri neuronali e abbandonando i vecchi. Anche se dall’esterno puoi sembrare la stessa persona, all’interno del tuo corpo è in atto un gran fermento. È importante è che tu faccia delle scelte che ti aiutino a trovare la forza di cui hai bisogno, senza doverti sottrarre al lavoro duro che ti attende.
  2. Sii gentile con te stessa. Nella fase di ricostruzione, non sai cosa fare, non sai quali scelte funzioneranno, non sarai sempre perfetta e ineccepibile. Fai un patto con il tuo critico interiore: in questo momento difficile, ammetti di non sapere come muoverti e avvisalo che probabilmente commetterai degli errori. Non è questo il tempo di giudicarti, quindi sospendi ogni possibile attacco interno.
  3. Vivi il momento presente. La fase che stai attraversando monopolizza tutti i tuoi pensieri e quasi non ti fa respirare. Concediti pure delle pause. Non significa che devi distrarti, o far finta che non stia accadendo nulla o che stia andando tutto per il verso giusto. Prima di immergerti nella situazione che ti ha portato dove sei, fai dei lunghi respiri, prendi aria. Hai bisogno di essere totalmente presente in questo momento, proprio qui e ora. In questo momento hai tutto ciò che ti serve per affrontare questo momento, per sopravvivere. Se non fosse così, non potresti essere qui per ricostruirti. Ma sei qui. Quindi, qualunque cosa ti aiuti a non sprofondare, è abbastanza per affrontare questa fase. Non tormentarti rimuginando sul passato, non affaticarti chiedendoti cosa accadrà in futuro. Concediti di sentirti smarrita, triste, ansiosa, arrabbiata, sopraffatta. Concediti di vivere questo momento come meglio puoi.
  4. Accetta la tua vulnerabilità. Tutto ciò che ti ha portato dove sei è ancora presente. Qualunque evento ti abbia fatto piombare in questa fase è ancora vivido per te. E questo ti rende vulnerabile: forse ti senti sola, forse le tue affermazioni possono essere fraintese, forse non capisci cosa sta succedendo. Se una perdita, un lutto o un trauma ti ha portato in questa fase, il dolore che ne deriva è ancora con te, non riesci ancora a metabolizzarlo, ti senti come se avessi una ferita ancora aperta. E tu non hai la minima idea di come conviverci né di cosa succederà dopo. Eppure, per quanto crudele possa sembrarti, hai ancora un corpo: respiri, senti la terra sotto i piedi. Puoi vedere il sole, la luna, le nuvole in cielo, che ti ricordano che il mondo continua a girare. Sei ancora capace di provare amore. Pur nel dolore che ti sembra totalizzante e assoluto, ci sono persone che continui ad amare. Hai passioni, inclinazioni, attitudini che fanno di te una persona viva. Essere vulnerabile è una prova del fatto che sei ancora “viva”.
  5. Inizia da ciò che conosci. E adesso cosa farai? Come si fa a ricostruirsi? Comincia dalle certezze e dai punti fermi. Non saranno molti, perché ti senti completamente senza ancore. Non sai più chi sei, non sai più cosa vuoi, non conosci le tue priorità né la direzione che vuoi che prenda la tua vita. Ma ci sono cose, anche piccole, che non hai dimenticato. Cose banali come fare il caffè o preparare un piatto di pasta, essere una buona amica, camminare un passo dopo l’altro. Comincia a ricostruirti partendo proprio da ciò che è rimasto una volta che ti sarai liberata dalle macerie. Cosa c’è di essenziale? Cosa è venuto alla luce che hai sempre trascurato? Se serve, fai una lista di persone e verità per cui essere grata. In questa fase, ciò che sai forse non è una certezza, non costituisce una mappa, ma ti indica comunque una direzione sulla tua bussola interiore. È il punto di partenza a cui tornare la prossima volta che ti sembrerà di esserti persa.

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